Il tatuaggio contemporaneo e il riconoscimento delle istituzioni dell’arte
Desideriamo ringraziare la testata Occhioche.it per il seguente articolo: link
La prima occasione in cui il tatuaggio è stato presentato come opera d’arte, avvicinandosi alle eccellenze italiane, è stata la partecipazione di Marco Manzo ad AltaRoma, in un evento ospitato presso il Museo MAXXI.
In questa occasione si è svolto l’evento Tattoo d’Haute Couture, firmato da Marco Manzo, durante il quale hanno sfilato anche abiti di Gattinoni in un tributo al mondo del tatuaggio. Le modelle, tatuate con lo stile ornamentale dell’artista, hanno preso parte a una performance: dopo la sfilata si sono posizionate su cubi espositivi, trasformandosi in vere e proprie opere d’arte viventi.
Questo evento ha portato AltaRoma a dichiarare che il tatuaggio può diventare un nuovo simbolo di eleganza e raffinatezza, ribaltando la percezione sociale che fino ad allora lo aveva escluso dagli ambienti dell’alta moda e dell’eleganza.
Si è così creata una diversa accoglienza a livello sociale: il tatuaggio, prima ritenuto estraneo al mondo dell’eleganza, è stato riconosciuto come elemento estetico capace di dialogare con la moda. I tatuaggi sono stati interpretati come abiti cuciti per sempre sul corpo delle persone, una scelta destinata a durare nel tempo.
L’evento, sponsorizzato da BMW Roma, ha rappresentato anche un’importante occasione per Marco Manzo. In questo contesto gli è stato chiesto di realizzare un pezzo unico da collezione. Come già avveniva con gli artisti contemporanei chiamati da BMW a personalizzare le proprie vetture, anche a Manzo è stato affidato il compito di customizzare la moto celebrativa del novantesimo anniversario della casa tedesca.
Nasce così la BMW NineT Tattoo, pezzo unico da collezione, presentata per la prima volta presso la Galleria Benucci di Via del Babuino, a Roma, durante un evento di AltaRoma nel quale lo stilista Anton Giulio Grande presentava la sua nuova collezione.
La moto di Marco Manzo viene esposta come protagonista accanto a opere appartenenti alla storia dell’arte antica, moderna e contemporanea, dialogando con artisti come Mitsuo Miura, Giacomo Balla e altri.
L’accostamento tra la motocicletta e la portantina della Casa Savoia mette in relazione due mezzi di trasporto lontani nel tempo, accomunati dall’intervento artistico. Questo rappresenta uno dei passaggi che consentono a Manzo, ormai riconosciuto come artista contemporaneo, di superare la definizione di artigiano per essere accolto dalle istituzioni come autore di opere d’arte contemporanea.
Le istituzioni, accogliendo la visione di Manzo secondo cui un artista può operare utilizzando qualsiasi supporto e qualsiasi materiale, hanno favorito la realizzazione della mostra Tattoo Forever.
Questa rappresenta la prima occasione in cui tutte le principali istituzioni competenti celebrano il tatuaggio come forma di arte contemporanea. Tattoo Forever è infatti la prima mostra internazionale dedicata al tatuaggio ospitata all’interno di un museo di arte contemporanea.
Le mostre precedenti avevano costituito soltanto un primo passo. Tattoo Forever segna invece il vero riconoscimento istituzionale del tatuaggio come linguaggio artistico contemporaneo. La mostra è stata curata e diretta artisticamente da Marco Manzo.
Successivamente, in occasione della rassegna TatuArti presso il MACRO di Via Nizza, Marco Manzo presenta il Manifesto del Tatuaggio Ornamentale, il primo manifesto che definisce il tatuaggio come espressione artistica contemporanea.
Per consolidare questo riconoscimento viene organizzata anche una tavola rotonda dedicata al tatuaggio come forma d’arte. Tra i partecipanti figurano Giorgio Di Genova, storico e critico dell’arte contemporanea, autore della Storia dell’arte italiana del Novecento; Pietro Zocconali, presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi; e Carla Guidi, giornalista, docente di storia dell’arte e direttrice editoriale, che in quell’occasione presenta anche il suo ultimo libro dedicato al tatuaggio come forma d’arte.
Il giorno successivo alla tavola rotonda si svolge un nuovo evento nel quale Marco Manzo ribadisce il tatuaggio come linguaggio dell’arte contemporanea. Al termine dell’incontro, in qualità di curatore della rassegna, consegna per la prima volta all’interno di un museo di arte contemporanea un Attestato di Valore Artistico a diversi tatuatori, riconoscendone ufficialmente il valore espressivo.
L’intera rassegna, insieme al Manifesto del Tatuaggio Ornamentale, viene successivamente pubblicata nel catalogo ufficiale del MACRO.
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