Marco Manzo al MoMa di New York: ne hanno parlato i media nazionali ed internazionali
Presso la Sala Celeste Bartos, in occasione della presentazione dell’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti, volume di riferimento per l’arte contemporanea italiana, è stato presentato il manifesto dedicato alla partecipazione di Marco Manzo, presente all’interno della pubblicazione.
Nel corso dell’evento, Stefania Pieralice ha condotto un approfondimento sull’intera produzione artistica di Marco Manzo, articolato in due sessioni, una mattutina e una pomeridiana.
La manifestazione si è aperta con i saluti istituzionali del Direttore dell’Ufficio Culturale Italiano di New York, Claudio Pagliara, che ha inoltre concesso il patrocinio e l’autorizzazione all’utilizzo del logo istituzionale per la partecipazione di Marco Manzo all’iniziativa.
Il patrocinio è riportato anche sul manifesto ufficiale dell’evento, firmato dallo stesso Claudio Pagliara, che è stato presentato e sottoscritto nel corso della manifestazione.
Il 19 giugno 2026, il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha ospitato un evento dedicato all’Atlante dell’Arte Contemporanea, prestigiosa pubblicazione di riferimento per studiosi, curatori, collezionisti e operatori del settore, realizzata da START Group, partner ufficiale del MoMA.
Nell’ambito dell’iniziativa è stato dedicato un approfondimento alla ricerca artistica di Marco Manzo, artista visivo, tatuatore, scultore e designer di fama internazionale, il cui percorso ha contribuito negli ultimi anni ad ampliare il dibattito sul riconoscimento del tatuaggio come linguaggio dell’arte contemporanea.
L’Atlante dell’Arte Contemporanea ha accolto infatti un estratto del Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo, il testo con cui Manzo ha affrontato uno dei temi più rilevanti della disciplina: il riconoscimento del tatuaggio come espressione artistica contemporanea, opera certificabile e patrimonio culturale da studiare, conservare e valorizzare.
L’approfondimento dedicato a Marco Manzo si è articolato in due momenti, uno mattutino e uno pomeridiano, curati da Stefania Pieralice, curatrice d’arte contemporanea e studiosa impegnata da anni nell’analisi dei linguaggi artistici contemporanei. Due appuntamenti distinti ma uniti da un unico filo conduttore: il rapporto tra corpo, pensiero e creazione artistica.
Nella sessione mattutina, Stefania Pieralice ha ripercorso il percorso artistico di Marco Manzo, evidenziando le tappe che hanno contribuito a ridefinire il ruolo del tatuaggio nel panorama dell’arte contemporanea: dalle performance artistiche alle partecipazioni alla Biennale di Venezia e al Complesso del Vittoriano, fino alla mostra Tattoo Forever presso il Museo d’Arte Contemporanea MACRO di Roma, considerata da molti osservatori un momento di svolta nel dialogo tra tatuaggio e istituzioni culturali.
Nel pomeriggio, il pubblico ha assistito alla prima mondiale di una video-art performance: una proiezione poetica sviluppata attraverso le nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale, capace di animare tridimensionalmente le celebri 66 lastre radiografiche realizzate dall’artista per la Biennale di Architettura di Venezia. Le opere sono state successivamente esposte anche ad Art Basel Miami Beach e alcune prove d’autore, provenienti da una collezione privata, sono state donate quasi integralmente al Metropolitan Museum of Art di New York.
Il momento culminante dell’evento è stato rappresentato dalla presentazione integrale del Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo, del quale l’Atlante ha pubblicato un primo estratto. Attraverso una lettera aperta rivolta alle istituzioni museali internazionali, Marco Manzo ha proposto una nuova prospettiva sul tatuaggio artistico: non più semplice decorazione del corpo, ma opera d’arte viva, capace di essere studiata, conservata, certificata e collezionata. L’evento ha rappresentato inoltre un importante momento istituzionale, durante il quale è avvenuta la firma ufficiale del Manifesto da parte di Marco Manzo e Stefania Pieralice, alla presenza delle istituzioni coinvolte. Questo passaggio ha sancito concretamente l’impegno condiviso tra i soggetti partecipanti e ha rafforzato il valore artistico e istituzionale del progetto.
Nel Manifesto, Manzo ha inoltre annunciato la nascita del Catalogo Ragionato Marco Manzo e dell’Archivio Marco Manzo, strumenti destinati a raccogliere, documentare e certificare la sua produzione artistica. Da questo percorso ha preso forma un sistema di certificazione delle opere finalizzato a garantirne autenticità, tracciabilità, tutela e riconoscibilità culturale.
L’obiettivo del Manifesto è andato tuttavia oltre il percorso personale dell’artista. La visione proposta da Manzo ha inteso aprire una riflessione più ampia sul futuro del tatuaggio artistico contemporaneo, offrendo agli artisti meritevoli la possibilità di vedere le proprie opere certificate, archiviate e riconosciute secondo criteri condivisi. In questa prospettiva, il tatuaggio è stato proposto come un’opera collezionabile a tutti gli effetti, capace di entrare nelle collezioni private e pubbliche attraverso processi di tutela, documentazione e valorizzazione analoghi a quelli adottati per le altre discipline artistiche.
A testimoniare il legame tra corpo, materia e trascendenza, la video-art performance ha presentato 22 opere inedite all’interno della prestigiosa sala del MoMA, insieme a una scultura in marmo di Carrara, ricavata dallo stesso blocco utilizzato dall’artista per realizzare la celebre Maddalena Pacificata, custodita nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli in Piazza del Popolo a Roma. Dallo stesso blocco di marmo sono nate anche le 20 Mani, successivamente esposte alla Biennale d’Arte di Venezia, rafforzando il filo concettuale che unisce le principali opere scultoree di Marco Manzo.
Di seguito sono disponibili alcuni articoli, video e interviste dedicati all’evento.

Servizio del TG5

Storie italiane Rai1 condotto da Eleonora Daniele

TGR LAZIO
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