Quali sono le opere presentate da Marco Manzo con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e delle Nuove tecnologie in video arte

2 Luglio 2026Category : News

Al MoMA di New York Marco Manzo presenta la sua ricerca tra videoarte, intelligenza artificiale e scultura

In occasione dell’evento dedicato all’Atlante dell’Arte Contemporanea presso il Museum of Modern Art di New York, Marco Manzo ha presentato un progetto inedito che unisce scultura, videoarte e nuove tecnologie. Le opere esposte rappresentano l’evoluzione della sua ricerca artistica, nella quale la materia scultorea e il tatuaggio ornamentale dialogano con l’intelligenza artificiale e con le più avanzate tecniche di animazione digitale.

 Attraverso la videoarte, l’opera ha superato la propria immobilità: la figura scolpita ha preso vita, animandosi in una sequenza di immagini che ne amplificano la forza simbolica e spirituale. L’intervento digitale non sostituisce la scultura, ma ne estende il linguaggio, immaginando ciò che il marmo custodisce oltre la sua apparente staticità.

Lo stesso processo di trasformazione ha interessato anche le 66 lastre radiografiche realizzate da Marco Manzo per la Biennale di Architettura di Venezia. Nate come immagini statiche, le lastre sono diventate protagoniste di un racconto in movimento: grazie all’intelligenza artificiale e alle tecniche di animazione digitale, si sono animate, rivelando progressivamente i segni ornamentali impressi sul corpo e trasformando la radiografia in una superficie viva, capace di raccontare la relazione tra anatomia, memoria e identità. Le strutture ossee sembrano respirare, mentre gli elementi decorativi si sviluppano nello spazio, dando origine a un’esperienza immersiva che supera il tradizionale concetto di esposizione.

Dancer silhouette arched mid‑motion with intricate mandala circle patterns overlaid on the body against a black background.

Accanto a queste opere sono state presentate numerose composizioni dedicate al tatuaggio ornamentale, linguaggio che ha reso Marco Manzo uno dei principali riferimenti internazionali del settore. I motivi ornamentali, tradizionalmente incisi sulla pelle, vengono liberati dal corpo e trasformati in organismi visivi autonomi: si espandono, si intrecciano e si modificano nello spazio digitale, dimostrando come il tatuaggio possa essere interpretato come autentico linguaggio dell’arte contemporanea.

L’intero progetto propone una riflessione sulla trasformazione dell’opera d’arte nell’era delle nuove tecnologie. Scultura, radiografia, tatuaggio e immagine digitale convivono in un unico racconto, dove il passaggio dalla materia all’immateriale non rappresenta una sostituzione, ma un’estensione del processo creativo. Le opere non perdono la loro identità originaria: al contrario, acquistano una nuova dimensione narrativa, nella quale il tempo, il movimento e la luce diventano parte integrante della composizione.

La presentazione al MoMA conferma così il percorso di ricerca di Marco Manzo, capace di coniugare la tradizione della scultura italiana con i linguaggi della contemporaneità, esplorando le potenzialità della videoarte e dell’intelligenza artificiale per dare nuova vita alle proprie opere e offrire al pubblico un’esperienza immersiva in cui il confine tra reale e digitale si dissolve.

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